Come funziona la deducibilità del Fondo Pensione in Italia
I versamenti a forme pensionistiche complementari (fondi negoziali di categoria, fondi aperti o PIP) godono del più potente incentivo fiscale previsto dall'ordinamento tributario italiano: la deduzione dal reddito complessivo ai fini IRPEF fino a un tetto di 5.164,57 € annui.
Cosa rientra nel tetto di deducibilità di 5.164,57 €
Il limite massimo di 5.164,57 € all'anno (equivalente a 10 milioni di lire del vecchio conio) include:
1. I contributi volontari versati direttamente dal lavoratore (tramite bonifico o trattenuta in busta paga).
2. Il contributo a carico del datore di lavoro previsto dal CCNL applicato in caso di versamento del contributo minimo.
3. I versamenti a favore di familiari fiscalmente a carico (coniuge, figli).
Nota fondamentale: Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) destinato alla previdenza integrativa non concorre mai al calcolo del limite dei 5.164,57 €. Il TFR viene trasferito al fondo senza toccare il plafond di deducibilità.
Bonus per i lavoratori di prima occupazione post-2007
I lavoratori che hanno iniziato a lavorare e a versare contributi previdenziali successivamente al 1° gennaio 2007 beneficiano di una norma di favore straordinaria (D.Lgs. 252/2005):
Nei primi 5 anni di iscrizione alla previdenza complementare, il plafond annuo non sfruttato non viene perso. A partire dal 6° anno ed entro i 20 anni successivi, il lavoratore può dedurre oltre ai normali 5.164,57 € un importo supplementare pari alla differenza non dedotta nei primi 5 anni, con un massimo addizionale di 2.582,28 € all'anno. In questi anni il tetto massimo deducibile sale temporaneamente fino a 7.746,85 € annui.
Cosa succede ai versamenti che superano i 5.164,57 €?
Se in un anno fiscale versi più del tetto massimo consentito, la parte eccedente non produce rimborso IRPEF immediato. Tuttavia, quella somma non andrà persa né subirà doppia imposizione:
Basta inviare al proprio fondo pensione il modulo di dichiarazione dei "contributi non dedotti" entro il 31 dicembre dell'anno successivo. In questo modo, quando andrai in pensione o riscatterai la prestazione, tutta la quota di capitale non dedotta sarà liquidata a tassazione 0% esentasse.
La tassazione record all'uscita (dal 15% al 9%)
Mentre il riscatto del TFR in azienda sconta l'aliquota media IRPEF (solitamente tra il 23% e il 35%), il montante accumulato nel fondo pensione sconta un'aliquota sostitutiva fissa agevolata del 15%.
Inoltre, per ogni anno di iscrizione alla previdenza complementare successivo al quindicesimo, l'aliquota si riduce dello 0,30% all'anno, fino a raggiungere il minimo assoluto del 9% dopo 35 anni di partecipazione. Si deduce oggi al 35-43% per essere tassati un domani tra il 9% e il 15%.