Guida ai BOT (Buoni Ordinari del Tesoro): Funzionamento, Tassazione e Costi
I BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) sono titoli di Stato italiani a breve termine emessi dal Dipartimento del Tesoro (MEF) con scadenze tipiche di 3, 6 e 12 mesi (o durate flessibili tramite BOT semestrali o flessibili).
1. La Natura Zero-Coupon e il Meccanismo dello Scarto
A differenza dei BTP, i BOT sono obbligazioni zero-coupon: non staccano alcuna cedola periodica durante la loro vita.
Il rendimento per l'investitore è generato esclusivamente dalla differenza tra il prezzo di emissione/acquisto sotto la pari (es. 96,80 €) e il valore nominale di rimborso alla pari (100 €). Tale differenza contabile è definita scarto di emissione.
2. La Peculiarità Fiscale: Ritenuta 12,5% Trattenuta Subito
La normativa tributaria italiana (D.Lgs. 239/1996) stabilisce un regime fiscale peculiare per i BOT:
- La ritenuta agevolata del 12,50% viene calcolata sull'intero scarto di emissione e trattenuta immediatamente dalla banca al momento del regolamento dell'acquisto (giorno T+2).
- Di conseguenza, l'esborso finanziario iniziale richiesto per comprare 10.000 € nominali di BOT è pari a: (Prezzo di acquisto × Valore Nominale) + Ritenuta fiscale 12,5% anticipata + Commissione bancaria.
- A scadenza, il Tesoro rimborsa il valore nominale integrale senza alcuna ulteriore trattenuta fiscale sul capitale.
3. Tetto Massimo di Legge alle Commissioni Bancarie
Per proteggere i risparmiatori retail, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha stabilito con decreto un tetto massimo inderogabile alle commissioni di sottoscrizione in asta che gli intermediari finanziari possono addebitare ai clienti:
- BOT a 3 mesi (fino a 80 gg): max 0,03%
- BOT a 3 mesi (da 81 a 140 gg): max 0,05%
- BOT a 6 mesi (da 141 a 270 gg): max 0,10%
- BOT a 12 mesi (oltre 271 gg): max 0,15%
4. Rendimento Semplice vs Rendimento Composto
Per orizzonti inferiori a un anno solare, gli intermediari riportano solitamente il rendimento semplice annualizzato proporzionato ai giorni effettivi su base 360 o 365. Il rendimento composto (capitalizzazione esponenziale) offre la reale misura del rendimento qualora i proventi venissero reinvestiti alla medesima redditività.