Guida Normativa: Come Funziona l'Imposta di Bollo Bancaria in Italia
L'imposta di bollo sui prodotti finanziari e sui conti correnti è un tributo patrimoniale disciplinato principalmente dal D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 (noto come Decreto Salva Italia, convertito nella Legge 214/2011) e dalle successive modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità 2014.
1. Dossier Titoli: l'Aliquota Proporzionale dello 0,20%
Per gli strumenti finanziari depositati presso intermediari bancari (inclusi ETF, azioni, obbligazioni societarie, titoli di Stato come BTP e BOT, quote di fondi comuni, certificati e derivati), l'imposta si applica in misura proporzionale pari allo 0,20% annuo (2 per mille) calcolato sul controvalore di mercato al termine del periodo di rendicontazione.
- Imposta minima: la legge fissa un prelievo minimo di 1,00 € per ciascun rendiconto inviato, a condizione che il dossier sia movimentato o presenti un saldo contabile diverso da zero.
- Tetto massimo (Cap): per le persone fisiche non esiste alcun limite massimo; l'imposta cresce in maniera lineare all'aumentare del patrimonio. Al contrario, per i soggetti diversi dalle persone fisiche (società di capitali, fondazioni, enti) è previsto un tetto massimo di 14.000,00 € annui.
- Titoli esclusi dal bollo: sono esenti dall'imposta di bollo dello 0,20% i Fondi Pensione complementari (negoziali e aperti) e i Piani Individuali Pensionistici (PIP), nonché i contratti di assicurazione sulla vita del Ramo I (polizze tradizionali a gestione separata).
2. Conto Corrente e Libretti: la Soglia di Franchigia dei 5.000 €
Sul conto corrente bancario e postale ordinario destinato alla liquidità, la tassazione non segue una logica proporzionale ma si applica in misura fissa annua pari a 34,20 € per le persone fisiche (e pari a 100,00 € per le persone giuridiche).
Il prelievo scatta esclusivamente se la giacenza media contabile del periodo supera i 5.000,00 €. Se la giacenza media trimestrale o annuale è pari o inferiore a 4.999,99 €, il bollo è pari a zero.
La regola del cumulo: ai fini della verifica del superamento della soglia dei 5.000 €, l'Agenzia delle Entrate impone alla banca di sommare le giacenze medie di tutti i conti correnti e libretti di risparmio identicamente intestati al medesimo soggetto all'interno dello stesso istituto di credito.
3. Conti Deposito: Vincolati e Liberi
I conti deposito (sia liberi che vincolati) rientrano formalmente tra i prodotti finanziari assoggettati all'aliquota proporzionale dello 0,20%, e non alla misura fissa dei conti correnti. Su di essi non opera la franchigia dei 5.000 €.
Tuttavia, come leva di marketing, diversi istituti bancari propongono promozioni in cui la banca si assume contrattualmente il costo dell'imposta per tutta la durata del vincolo, azzerando l'esborso per il risparmiatore.