Partite IVA • TUIR & Legge 190/2014

Calcolatore Forfettario vs Ordinario IRPEF

Confronta il netto in tasca reale della tua Partita IVA: imposta sostitutiva al 5% o 15% contro scaglioni IRPEF progressivi, tenendo conto di spese vive deducibili, detrazioni personali e cassa previdenziale.

Parametri Attività P.IVA 2025
Attenzione: Soglia 85.000 € superata Con un fatturato superiore a 85.000 €, l'accesso o permanenza nel Regime Forfettario decade di diritto per legge (fuoriuscita dall'anno successivo o immediata se oltre 100.000 €). Il confronto qui sotto mostra la simulazione matematica teorica.
€
Regime Forfettario
Regime Ordinario IRPEF
€
€
Verdetto Economico
Il Regime Forfettario è più conveniente
+ 4.850 € / anno
Guadagni netti superiori grazie alla tassazione agevolata sostitutiva e all'esenzione IVA/IRAP.
Forfettario Flat
Regime Forfettario
34.520 €
Netto in tasca annuale
Compensi Totali 45.000 €
Costi Forfettari Riconosciuti - 9.900 €
Contributi Cassa/INPS - 9.150 €
Imposta Sostitutiva (5%) - 1.330 €
Pressione Fiscale Reale 23,2%
IRPEF Progressiva
Regime Ordinario
29.670 €
Netto in tasca annuale
Compensi Totali 45.000 €
Spese Vive Deducibili - 8.000 €
Contributi Cassa/INPS - 9.645 €
IRPEF Netta (+ Addizionali) - 4.805 €
Pressione Fiscale Reale 34,1%
Punto di Pareggio (Soglia Spese Deducibili)
Affinché il Regime Ordinario convenga rispetto al Forfettario, dovresti sostenere almeno 18.400 € di spese vive deducibili all'anno (ovvero circa il 40,9% del tuo fatturato).
Riepilogo Fiscale Comparato Proiezione 2025
Voce Fiscale / Previdenziale Forfettario Ordinario IRPEF
Fatturato Lordo Annuo € 45.000 € 45.000
Spese Dotte / Riconosciute € 9.900 (forf.) € 8.000 (reali)
Imponibile Previdenziale € 35.100 € 37.000
Contributi Previdenziali Versati € 9.150 € 9.645
Imponibile Fiscale Netto € 25.950 € 27.355
Tasse e Imposte (IRPEF / Sostitutiva) € 1.298 € 4.685
Detrazioni Personali Recuperate € 0 (non ded.) € 2.500
Netto Totale Rimasto in Tasca € 34.552 € 29.670

Come Funziona il Bivio Fiscale tra Forfettario e Ordinario?

Il Regime Forfettario rappresenta per molte partite IVA un porto sicuro di semplicità contabile e risparmio fiscale, ma non è sempre la scelta migliore per tutti.

1

La Soglia degli 85.000 €

Introdotta dalla Legge di Bilancio 2023, la soglia di accesso e mantenimento del regime forfettario è pari a 85.000 € di incassi annui. Superando gli 85.000 € ma rimanendo sotto i 100.000 €, si esce dal forfettario dall'anno successivo; superando i 100.000 € la fuoriuscita è immediata con applicazione dell'IVA su tutti i compensi eccedenti.

2

Coefficiente ATECO vs Spese Reali

Nel forfettario non puoi scaricare scontrini o fatture di acquisto (computer, affitto ufficio, trasferte): lo Stato deduce una quota percentuale presunta (es. il 22% per i liberi professionisti). Se la tua attività ha costi effettivi molto elevati (superiori alla percentuale ATECO), l'Ordinario potrebbe convenire.

3

La Perdita delle Detrazioni IRPEF

L'imposta sostitutiva del forfettario (5% o 15%) non è IRPEF. Di conseguenza, chi ha solo reddito forfettario non ha capienza IRPEF per portare in detrazione spese mediche, interessi sul mutuo prima casa, spese veterinarie o bonus edilizi e ristrutturazioni casa (a meno di non possedere altri redditi come lavoro dipendente o locazioni).

L'aliquota super-agevolata al 5% spetta a chi apre una nuova Partita IVA purché non abbia esercitato nei 3 anni precedenti un'altra attività artistica, professionale o d'impresa, e l'attività non costituisca una mera prosecuzione di un'attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (salvo il caso di tirocinio professionale obbligatorio).
I contributi previdenziali si calcolano sul reddito imponibile lordo (Fatturato × Coefficiente di Redditività). I contributi effettivamente versati nell'anno solare precedente (principio di cassa) sono poi deducibili dall'imponibile prima di applicare l'imposta sostitutiva del 5% o 15%. Inoltre, gli iscritti alla gestione Artigiani e Commercianti possono richiedere all'INPS la riduzione del 35% sui contributi complessivi.
La soglia o punto di pareggio è il livello minimo di spese vive deducibili (e detrazioni personali) che rende equivalente il guadagno netto tra i due regimi. Poiché l'aliquota IRPEF a scaglioni (23%-35%-43%) e le addizionali locali sono nettamente superiori al 15% o 5%, il regime ordinario diventa conveniente solo quando le spese documentabili e le detrazioni personali azzerano una porzione cospicua dell'imponibile IRPEF.