Come si calcola il rendimento reale di un BTP: oltre la cedola facciale
Uno degli errori più frequenti tra i risparmiatori consiste nel considerare la cedola annuale come unico indicatore di redditività di un Buono del Tesoro Poliennale. In realtà, il rendimento effettivo a scadenza (TRES) dipende in misura determinante dal prezzo pagato al momento dell'acquisto sul mercato secondario (MOT).
Tasso Cedolare vs TRES Netto
Il tasso cedolare è la percentuale fissa che il Tesoro riconosce sul valore nominale (100). Se un BTP ha una cedola del 4% e quota a 105, acquistandolo non otterrai il 4% annuo: pagherai 105 per ricevere solo 100 a scadenza, subendo una perdita di 5 punti che abbatterà il tuo rendimento complessivo.
Al contrario, acquistando sotto la pari (ad esempio a 97), incasserai la cedola periodica e, al momento del rimborso finale, riceverai 100, realizzando una plusvalenza in conto capitale di 3 punti che andrà a incrementare il TRES.
Acquisto sotto la pari vs sopra la pari e minusvalenze
Quando compri sopra la pari (prezzo maggiore di 100), la perdita subita a scadenza genera una minusvalenza fiscale. Le minusvalenze generate sui titoli di Stato vengono caricate nel tuo "zainetto fiscale" con una ponderazione proporzionale (il 48,08% della perdita nominale, in virtù del rapporto tra 12,5% e 26%), compensabile entro i successivi 4 anni solari con future plusvalenze su certificati, obbligazioni o azioni.
La tassazione agevolata White List al 12,50%
Tutti i titoli di debito emessi dalla Repubblica Italiana (BOT, BTP, CCTeu, CTZ) e dagli Stati sovrani inclusi nella White List godono di un'aliquota sostitutiva del 12,50%, a fronte del 26,00% applicato alle azioni, agli ETF azionari e ai conti bancari. Questo trattamento di favore rende un rendimento lordo del 3,85% su un BTP equivalente a un tasso lordo del 4,55% su un prodotto bancario ordinario.